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La nona porta: Il thriller demoniaco di Polanski tra fascino e occasioni mancate

"Voglio la certezza assoluta che questo raro volume del 1666, Le nove porte del regno delle tenebre, sia autentico." Con questa premessa, il facoltoso collezionista Boris Balkan (Frank Langella) ingaggia Dean Corso (Johnny Depp), un cinico ed esperto detective da biblioteca. La missione? Spedirlo in Europa per mettere a confronto il suo tomo con le uniche altre due copie esistenti al mondo.

Il viaggio, tuttavia, comincia con un ostacolo. Prima di partire, Corso viene avvicinato da Liana Telfer (Lena Olin), la seducente e spietata vedova dell'uomo che aveva venduto il libro a Balkan. La sua offerta è diretta: "Restituiscermelo e ti pagherò a dovere." Nonostante un acconto incassato in natura, il cacciatore di libri rari rifiuta l'accordo.

Il suo itinerario tocca Toledo, Lisbona e Parigi. A ogni tappa, Corso è pedinato da una misteriosa ragazza bionda (Emmanuelle Seigner) dotata di poteri apparentemente soprannaturali, mentre la scia di sangue e i misteri irrisolti continuano ad accumularsi. L'ombra di Satana domina l'intera vicenda.

La nona porta si presenta come un fantathriller a tinte horror-demoniache, diretto da Roman Polanski con la solita raffinata eleganza formale. Purtroppo, a fronte di una confezione visiva impeccabile, il film soffre di un copione contorto e zeppo di lacune narrative. Se la prima mezz'ora regala un incipit di ottimo livello, lo sviluppo tende a perdersi fino a un finale affrettato e del tutto inadeguato.

Resta da segnalare la prova di Johnny Depp, curioso e carismatico con la sua immancabile borsa a tracolla, impegnato a resistere agli assalti erotici e al fascino sexy-diabolico di un'ottima Lena Olin.

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