Il viaggio, tuttavia, comincia con un ostacolo. Prima di partire, Corso viene avvicinato da Liana Telfer (Lena Olin), la seducente e spietata vedova dell'uomo che aveva venduto il libro a Balkan. La sua offerta è diretta: "Restituiscermelo e ti pagherò a dovere." Nonostante un acconto incassato in natura, il cacciatore di libri rari rifiuta l'accordo.
Il suo itinerario tocca Toledo, Lisbona e Parigi. A ogni tappa, Corso è pedinato da una misteriosa ragazza bionda (Emmanuelle Seigner) dotata di poteri apparentemente soprannaturali, mentre la scia di sangue e i misteri irrisolti continuano ad accumularsi. L'ombra di Satana domina l'intera vicenda.
La nona porta si presenta come un fantathriller a tinte horror-demoniache, diretto da Roman Polanski con la solita raffinata eleganza formale. Purtroppo, a fronte di una confezione visiva impeccabile, il film soffre di un copione contorto e zeppo di lacune narrative. Se la prima mezz'ora regala un incipit di ottimo livello, lo sviluppo tende a perdersi fino a un finale affrettato e del tutto inadeguato.
Resta da segnalare la prova di Johnny Depp, curioso e carismatico con la sua immancabile borsa a tracolla, impegnato a resistere agli assalti erotici e al fascino sexy-diabolico di un'ottima Lena Olin.

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