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Roba da ricchi: recensione, episodi e cast della commedia cult anni '80

Diretto da Sergio Corbucci e ambientato nella splendida cornice di Montecarlo, Roba da ricchi (1987) è un classico della commedia balneare degli anni '80. Il film si sviluppa attraverso tre episodi indipendenti, uniti dalla Costa Azzurra e da un cast corale di primissimo piano composto dai grandi volti della comicità italiana dell'epoca.

I Tre Episodi di Roba da ricchi

1. Don Vittorino e la Principessa Topazia (Renato Pozzetto e Francesca Dellera)

L'innocuo pretonzolo Don Vittorino (Renato Pozzetto) riceve un ordine dall'alto: deve sedurre la florida principessa monegasca Topazia (Francesca Dellera). L'obiettivo è guarirla da una turba sessuale che ostacola un matrimonio strategico e molto gradito in Vaticano. Ma il Don, a quanto pare, non è dotato soltanto di fede...

2. L'assicuratore e la truffatrice (Paolo Villaggio e Serena Grandi)

Il goffo assicuratore Attilio (Paolo Villaggio) si fa abbindolare dalla prosperosa truffatrice Dora (Serena Grandi). La donna sparisce con una polizza milionaria in lire, beffando persino il complice e marito Guidobaldo (Maurizio Micheli). Un episodio che ricorda da vicino le classiche maschere fantozziane.

3. Il commendatore barese e la moglie nevrotica (Lino Banfi e Laura Antonelli)

Il ricco commendatore barese Aldo (Lino Banfi), su consiglio della psicoterapeuta interpretata da Milena Vukotic, procura alla nevrotica moglie Mapi (Laura Antonelli) un amante villano ma superdotato, nella convinzione — tanto ingenua quanto esilarante — che si tratti di un omosessuale.

Analisi e Giudizio Critico

“Una stantia e poco divertente commediola balneare diretta di malavoglia da Sergio Corbucci.”

Nonostante la presenza di un cast stellare, il film ricalca formule già viste in pellicole precedenti come Rimini Rimini, senza offrire reali novità nel panorama della commedia italiana degli anni '80. I tre episodi scorrono slegati tra loro, con Villaggio, Banfi e Pozzetto rigorosamente nei loro ruoli-chiave e nei tic che il pubblico già conosceva a memoria.

Cosa si salva del film?

  • L'episodio di Lino Banfi: Senza dubbio il più riuscito e digeribile del terzetto, grazie a una sceneggiatura leggermente più solida e alla travolgente verve comica dell'attore pugliese.

  • Il fattore nostalgico: La bellezza opulenta e i celebri strip-tease di Serena Grandi, che rimangono tra le immagini simbolo della pellicola.

  • Una piccola curiosità: La presenza fugace di una giovanissima Claudia Gerini, molti anni prima del celebre esordio sul grande schermo al fianco di Carlo Verdone (Viaggi di nozze).

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