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LO CHIAMAVANO DIEU: ERIC CANTONA

Calciatore con la maglia numero 7: Eric Cantona . Era un fuoriclasse ed è indimenticabile. Bandiera del Manchester United degli anni novanta , fantasista e fantastico, fascinoso e rissoso, elegante, impetuoso ed imponente. Era un fenomeno sul campo e lo è rimasto anche fuori dal prato verde. Nuova professione: attore. Credibilissimo ed autoironico in  IL MIO AMICO ERIC , per esempio. Ha avuto una vita spettacolare, perfetta per una biografia romanzata  e senza modestia: come ERIC CANTONA. THE KING dello scrittore calciofilo Andrea Romano , uno convinto che il gol-pallonetto al Sunderland nel 1996 sia patrimonio dell'umanità. Il famoso calcio volante rifilato a un tifoso, con una meravigliosa battuta da romanzo, Eric, anni dopo, disse: "Il colpo di kung fu ? Il top della mia carriera". Diavolo di un marsigliese convinto di poter fare tutto.   G M T Detect language Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bengali Bosnian Bulgarian Catalan Cebu...

I FILOSOFI DEL CALCIO: ERIC CANTONA

"LA PALLA E' COME UNA FEMMINA  PRIMA L'ACCAREZZI, POI LA SBATTI" Papà sardo,  per gli inglesi molto meglio di Platini e Zidane , nessun compromesso, il bavero alzato, una gragnuola di cazzotti sul muso del presidente del Marsiglia Bernard Tapie che lo aveva sgridato. E all'uscita dal suo ufficio, chiuso con un colpo di tacco, alla body guard disse: «Il capo ha chiesto un bicchiere d'acqua». Il momento più bello che ricorda da calciatore è quando ha tirato un calcio in faccia al tifoso del Cristal Palace (il famoso KUNG FU CANTONA ). Il celebre «Pensare con i piedi» di Edoardo Galeano potrebbe essere la sua celebrazione anticipata. Platini disse «Anche Einstein se lo intervistassero tutti i giorni farebbe la figura del cretino». Eric no. «Non ho mai giocato contro un avversario, ma contro l'idea di perdere». «Ho sognato che George Best gioca nella squadra di Dio. Vorrei tanto mi tenesse un posto. Non Dio, Best». I sostenitori del Manchester United ...

I FILOSOFI DEL CALCIO: VUJADIN BOSKOV

"SE VINCIAMO SIAMO VINCITORI  SE PERDIAMO SIAMO PERDITORI" Condottiero di uno sport veramente bizzarro, dove ci si danna per conquistare la palla e subito dopo la si scarica sui piedi di un altro, Vujadin Boskov è stato il più logico dei maestri, il saggio più irridente, la guardia più arcigna contro chi vorrebbe complicare la semplicità del calcio, l'unico che abbia speso le proprie energie per favorire la sua comprensione. Alcuni aforismi sono ancora citati quando si vuole ammonire qualcuno capace solo di sfoggiare chiacchiere e distintivi: «Rigore è quando arbitro fischia», «Partita finisce quando arbitro fischia», «Squadra che vince scudetto è quella che ha fatto più punti», «Quando fai 2-0, vinci», «Chi non tira in porta non segna». È uno degli uomini della terra che riceve più citazioni, facili da ricordare, immediate da capire, tutti sanno di Gullit: «Gullit è come cervo che esce da foresta». Non tutti ne conoscono il seguito: «Gullit è come cervo ritornato in for...