Luciano Spalletti (Allenatore - Roma): Certo nel calcio contano anche la tecnica, la grinta, il cuore.
Ma in carenza di tutto ciò, anche un gran culo può aiutare.
E così la Roma riesce a vincere anche questa, di partita.
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"PUPONE" TOTTI NON E' UN MONUMENTO
Le polemiche calcistiche italiote, quelle tra Juventus e Roma, ormai ultradecennali come un piano economico della leggendaria Unione Sovietica.
Francesco Totti, in un attacco di amore per la sportività (del tipo di sputare in faccia a un'avversario, che senza dubbio, da regolamento del Bullo, art. 3, lo è nda), ritiene che i bianconeri debbano giocarsi un campionato tutto loro.
Per inciso: e risaputo che l'anno scorso la Roma ha perso per un'incollatura. Una ventina di punti o giù di lì.
E nessuno ha osato fiatare, fuori ed entro il GRA.
Quando la signora Agnelli ha restituito la pariglia entrando a gamba (lunga e piacente) tesa, invitandolo a crearsi lui un torneo tutto suo, è venuto giù nel mondo nel ridicolo mondo degli addetti ai lavori.
Perchè a un monumento del calcio italiano non si può rispondere così. (?!?!?!)
Dobbiamo dedurre che oltre a qualche giornalista del Gazzettino delle Procure, un ex-comunista al Quirinale e al Presidente della Camera più equo e solidale (cosa ho detto?) della Storia anche l'attaccante romanista non può essere criticato.
Bandiere. Per me i monumenti si chiamano Paolo Maldini, Franco Baresi, Gaetano Scirea, Alex Del Piero, Beppe Bergomi, per nominarne qualcuno, che in campo si sono sempre comportati da signori senza mai sfottere l'avversario, mentre il Pupone, pur riconoscendogli le doti calcistiche, è un Balotelli al quale è andata meglio, forse grazie a quella Santa Donna della Ilary.
P.s. : Non sono juventino.
QUANDO LA ROMA AVEVA IL CENTRAVANTI: ROBERTO PRUZZO
Altri tempi ed altro calcio quello di un certo Roberto Pruzzo.
Ceduto dal Genoa alla squadra capitolina nel campionato 1978-1979 stabilì alla Roma vari record: vinse tre titoli come capocannoniere: nel 1981 (18 gol), 1982 (15 gol) e 1986 (19 gol), conquistò quattro Coppe Italia (1980, 1981, 1984 e 1986) e uno Scudetto (1982-1983).
Con 106 gol è stato per lungo tempo il miglior realizzatore nella storia della seconda squadra della Capitale (record poi superato da Francesco Totti nel corso della stagione 2004-2005).
Nella stagione 1985-1986, in Roma-Avellino, segnò tutti e 5 i gol della squadra giallorossa (penultimo giocatore in Serie A a riuscire nell'impresa a tutt'oggi, prima della cinquina del tostissimo biancoceleste Miroslav Klose contro il Bologna nella stagione 2012-2013).
Quando la Roma aveva un centravanti, altro che "finto nueve" e pippe varie.
Postmoderne.
Ceduto dal Genoa alla squadra capitolina nel campionato 1978-1979 stabilì alla Roma vari record: vinse tre titoli come capocannoniere: nel 1981 (18 gol), 1982 (15 gol) e 1986 (19 gol), conquistò quattro Coppe Italia (1980, 1981, 1984 e 1986) e uno Scudetto (1982-1983).
Con 106 gol è stato per lungo tempo il miglior realizzatore nella storia della seconda squadra della Capitale (record poi superato da Francesco Totti nel corso della stagione 2004-2005).
Nella stagione 1985-1986, in Roma-Avellino, segnò tutti e 5 i gol della squadra giallorossa (penultimo giocatore in Serie A a riuscire nell'impresa a tutt'oggi, prima della cinquina del tostissimo biancoceleste Miroslav Klose contro il Bologna nella stagione 2012-2013).
Quando la Roma aveva un centravanti, altro che "finto nueve" e pippe varie.
Postmoderne.
Da Sabrina Ferilli a Ignazio Marino: per i romanisti i tempi cupi non finiscono. Mai.
All'inizio fu Anna Falchi. La show girl romana nel 2000 si spogliò per celebrare come si conviene il successo in campionato della sua Lazio. Un anno dopo toccò all'attrice Sabrina Ferilli che in occasione del tricolore conquistato dalla seconda squadra della Capitale, la sua Roma, rimase in costume deliziando orde di tifosi e non solo.
Correva l'anno 2001.
Malgrado le 9 partite vinte di fila e l'ottimo Garcia per i lupacchiotti i tempi cupi non sono ancora finiti.
Il primo cittadino della Capitale, infatti, ha promesso (o minacciato???) che in caso di scudetto della Roma si spoglierà proprio come fece Sabrina Ferilli.
Oddio! passare dalla Sabrina nazionale a Ignazio Marino non sarebbe proprio la stessa cosa.
Anche perché la sua concorrente a Napoli è Raffaella Fico.
TIFOSE ROMANISTE: SABRINA FERILLI
Per la serie tifose d'eccezione delle squadre della nostra Serie A, non poteva mancare la Lupa, ovvero Sabrina Ferilli, tifosa doc della seconda squadra della capitale, la Roma.Memorabile la sua passerella semi nuda per la festa scudetto della squadra giallorossa, evento raro.
Da incorniciare.
Sabrina Ferilli, dico.
La Lazio invita Paul Gascoigne per il Tottenham
Vent'anni dopo il trasferimento di Paul Gascoigne dal Tottenham al Lazio i club sono stati inseriti nello stesso gruppo di Europa League e gli italiani vogliono Gazza alla partita di Roma contro gli "Spurs".
Il talentuoso ed esuberante Paul Gascoigne si è assicurato il suo posto nella storia della Lazio con il suo trasferimento nel 1992 e il suo primo gol che assicurò un pareggio in un derby che la Roma stava vincendo, oltre a classe, fantasia e generosità.
Il giocatore inglese non è stato mai dimenticato dalla curva della squadra biancoceleste e, come ha ricordato il direttore generale della Lazio Maurizio Manzini, "è una figura mitica per gli appassionati della Lazio e molto popolare in Italia. Ricordo che gli ultras dell' Atalanta, tifoseria che aveva una reputazione per essere veramente dura, aprì un enorme striscione con l'immagine di un'enorme bottiglia di birra che diceva: "Questo è per te, Gazza".
"C'è sempre un angolo del Tottenham nei nostri cuori. Spero che avremo la possibilità di vederlo a Londra e lo invitiamo per la partita di Roma."
Nel girone della Lazio, arrivato quarta in Serie A nello scorso campionato, oltre gli "Spurs" allenati Andre Villas-Boas, che ha vinto la Champions League con il Porto, ci sono il Maribor e il Panathinaikos.
Girone duro, insomma. Ci vorrebbe Paul Gascoigne. In campo con la Lazio.
Supercoppa italiana 2010 . Buona la prima per Benitez: 3-1 alla Roma
Esordio vincente per Benitez sulla panchina dell'Inter: a San Siro i nerazzurri subiscono il gol di Riise ma poi ribaltano il risultato grazie alla fiammata di Pandev e alla doppietta di un Eto'o scintillante. Quinta Supercoppa Italiana per il club nerazzurro.Finisce 3-1, con l’Inter che domina, quasi senza volere, e che si prende la prima Coppa: la meno importante, anche se Super, per lo meno secondo l’immaginario del tifoso italiano.
“Ma da qualche parte bisogna pur cominciare” - dice Benitez. Tanto vale cominciare bene, giusto per non perdere il vizio.
INTER – ROMA 3-1 tabellino partita
Marcatori: 21′ Riise (R); 41′ Pandev (I); 25′ st Eto’o (I); 35′ st Eto’o (I)
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar 6,5; Maicon 7; Lucio 6,5; Samuel 6; Chivu 6; Cambiasso 6,5; J.Zanetti 6 (1′ st Stankovic 6); Eto’o 7, Sneijder 7 (43′ st Materazzi sv), Pandev 6,5 (33′ st Mariga 6); Milito 6. A disposizione: Castellazzi, Cordoba, Coutinho, Biabiany. All.: Benitez.
ROMA (4-2-3-1): Lobont 4,5; Cassetti6,5; Mexes 5,5; Juan 5, Riise 6,5; De Rossi 5,5; Pizarro 6 (9′ st Taddei 5); Menez 5,5 (38′ st Okaka 5,5), Perrotta 5,5; Vucinic 4,5 (22′ st Adriano 5); Totti 6,5. A disposizione: Doni, Rosi, G. Burdisso, Brighi. All.: Ranieri.
Arbitro: Bergonzi di Genova
Ammoniti: Perrotta (R), Cambiasso (I), Okaka (R), Mexes (R), Samuel (I)
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