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UN PANE "MILLENARIO": IL PANE DI VEROLI

Il pane di Veroli (Frosinone) è un prodotto tipico italiano, di origine antica, come antichi sono i tanti forni che si trovano nei vicoli del paese, che ha conservato gli stessi processi produttivi delle massaie di un tempo: preparazione di un lievito naturale (lievito madre) e periodico rinnovo("rinfreschi") con farina ed acqua, a lievitare su assi di legno di abete che favoriscono una migliore traspirazione della pasta.

L'impasto, fatto con farina tipo 0,00 e 1, lievito naturale, sale e acqua, viene adagiato su teli di cotone o lino sempre su assi di abete per una seconda lievitazione.

Terminati i processi di lievitazione, la cottura avviene in forni a legna.

Il risultato è un pane casereccio di forma rotonda o a pagnotta o a filone del peso di circa 2 kg, che si presenta con una crosta di colore marrone dorato, mentre la pasta interna è di colore biancastro con la caratteristica alveolatura.

Il pane di Veroli è stato censito dal Gal e inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (D.M. 18/07/2000), inoltre è allo studio un marchio Igp (Indicazione geografica protetta) per garantire la specificità di un prodotto preparato come una volta.

Inoltre la tradizione dei panificatori di Veroli è stata inserita nell’atlante del pane realizzato dal professor Corrado Barberis presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale di Roma.

UN PANE "MILLENARIO": IL PANE DI VEROLI

Il pane di Veroli (Frosinone) è un prodotto tipico italiano, di origine antica, come antichi sono i tanti forni che si trovano nei vicoli del paese, che ha conservato gli stessi processi produttivi delle massaie di un tempo: preparazione di un lievito naturale (lievito madre) e periodico rinnovo("rinfreschi") con farina ed acqua, a lievitare su assi di legno di abete che favoriscono una migliore traspirazione della pasta.

L'impasto, fatto con farina tipo 0,00 e 1, lievito naturale, sale e acqua, viene adagiato su teli di cotone o lino sempre su assi di abete per una seconda lievitazione.

Terminati i processi di lievitazione, la cottura avviene in forni a legna.

Il risultato è un pane casereccio di forma rotonda o a pagnotta o a filone del peso di circa 2 kg, che si presenta con una crosta di colore marrone dorato, mentre la pasta interna è di colore biancastro con la caratteristica alveolatura.

Il pane di Veroli è stato censito dal Gal e inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (D.M. 18/07/2000), inoltre è allo studio un marchio Igp (Indicazione geografica protetta) per garantire la specificità di un prodotto preparato come una volta.

Inoltre la tradizione dei panificatori di Veroli è stata inserita nell’atlante del pane realizzato dal professor Corrado Barberis presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale di Roma.

CIAMBELLA VEROLANA, BONTA' SENZA TEMPO


La ciambella verolana, tipica "ciambella di pane all'anice", è protagonista indiscussa di fiere e mercati paesani, dentro le "canestre" di canne, dove le "ciammelle" vengono messe in bella mostra dalle donne verolane che le portano a vendere, ma anche di sagre ad essa interamente dedicate.

Come la sagra che si tiene ogni anno nel Borgo Santa Croce in Veroli nel Frusinate, in piena terra di Ciociaria a cura dell'associazione culturale.

La ciambella verolana è semplice negli ingredienti e nella lavorazione, ma altrettanto buona e nutriente. E non è accostamento sbagliato accostare, sempre, il prodotto alle mani da cui esso ha avuto origine, e quindi, nel nostro caso, l'accostamento che viene subito alla mente è con le donne di Veroli che, forti e in salute, sono state le balie prescelte dalle ricche famiglie romane di un tempo.

Dunque quali braccia migliori per impastare farina, acqua, sale e lievito con i semi di anice?

La ricetta della tradizione, che continua, vuole che una volta fatto l'impasto venga lasciato riposare e, successivamente, tagliato a pezzetti che poi vengono allungati con il palmo della mano, intrecciati e saldati all'estremità, così da formare una ciambella.
Vengono poi scottate nell'acqua bollente e, dopo averle lasciate raffredare, infornate e tolte solo quando sono ben dorate.

Chiamata anche la "ciambella di Capodanno" c'è una filastrocca che recita così: "Bonì bonanno, mi dai la ciammella di Capodanno?".

Insomma insieme ad un buon bicchiere di vino bianco mangiarla è senz'altro segno di buon auspicio per il nuovo anno a venire!

Ingredienti per 10 persone Quantità
Farina bianca tipo “00” grammi 1000 
Lievito di birra grammi 25 
Semi di anice grammi 5 
Sale fino grammi 20 
Acqua grammi 500 

Fasi di sviluppo della ricetta 
1. Sciogliere ben bene il lievito in poca acqua tiepida e impastare la farina 00 con tutti gli ingredienti 
(sale, anice, lievito e acqua) fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo ma non troppo duro;
2. Mettere a riposo la pasta dentro un contenitore, lontano da fonti di calore, copritelo con un 
canovaccio e lasciate riposare per circa un ora in camera di lievitazione, al termine della quale 
prendete la pasta lievitata e lavoratela per alcuni minuti, tagliatela in strisce lunghe circa 30 cm e alte 
3 cm; 
3. Prendete la striscia di pasta all'estremità e attorcigliatela su stessa ed infine unite gli estremi
formando una ciambella. Immergere le ciambelle in acqua bollente finchè non tornano a galla, con 
uno schiumarola toglierle dall'acqua e disporle su di una tovaglia ad asciugare; 
4. Infornare in forno preriscaldato a 180° e cuocere per circa 30 minuti, al termine della cottura la 
ciambella deve avere un bel colore dorato.
 
Utensili e attrezzature necessarie:
Impastatrice a spirale; Coltello affilato; Pentola alta; Placca per sbarazzare; 
Macchina da cucina; Paletta forata; Bilancia elettronica; Forno statico per pasticceria.

BUON LAVORO!!!!