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TIN STAR, CON TIM ROTH IN GRANDE FORMA

Ti sei ripromesso di renderle onore in tutti i modi, ma quella stella di latta che ti appiccano sul petto quando fai lo sceriffo, come hanno scoperto molti prima di te, non è antiproiettile.

E non è nemmeno la garanzia di fare la cosa giusta.

Sono tutte cose che Jim Worth, ex detective della polizia di Londra con un passato da alcolista, sa benissimo. Si è trasferito con la famigliola, per sfuggire ai suoi guai, nella cittadina di Little Big Bear sulle Montagne Rocciose canadesi.

E sperava che nella quiete di una cittadina montana sarebbe stato tutto più facile.

Beh si sbagliava. Ecco perché ha caricato in auto tutta la famiglia e sta cercando di scappare. Sarebbe stato meglio però fare benzina per tempo. Alla prima sosta sono già arrivati i cattivi, nella forma di un tizio di bianco mascherato pronto a scaricare il revolver sulla loro auto.

Volete sapere come ha fatto il povero Jim Worth (interpretato da Tim Roth), tra un bicchierino e un altro, ad arrivare a questo punto?

Allora dovete guardare Tin Star (Stella di latta, appunto) che va in onda tutti i martedì alle 21,15 su Sky Atlantic HD. Infatti la serie parte à rebours e poi torna a un anno prima del fattaccio, quando il sogno di una vita tranquilla sembrava ancora alla portata di Worth. E dopo vi racconta la sua discesa all'inferno, iniziata quando una potente multinazionale petrolifera arriva in città.

La serie sembra ben riuscita, pur senza essere un capolavoro.

Da un lato c'è Tim Roth, oltre che Christina Hendricks con tutte le sue curve, che con la sua recitazione riesce da solo a rendere interessante anche una serie sui pali della luce.

Dall'altra c'è una trama che è molto western e che occhieggia a Fargo, con una spruzzata di TwinPeaks.

SHELDON COOPER, LA SPOCCHIA SIMPATICA

Intelligentissimo, asociale, moderno abitudinario, arrogante e sarcastico.

Sheldon Cooper (interpretato da Jim Parsons) è uno dei personaggi più amati della serie The Big Bang Theory, ideata da Chuck Lorre e prolungata di altre due stagioni.

Il successo della sitcom, e ancor di più dello stralunato scienziato, porta adesso allo spin-off "Young Sheldon" (9 anni e il volto di Iain Armitage), serie Tv prodotta dalla Cbs, in onda a partire dal prossimo novembre, ma presentato in anteprima il 25 di questo mese.

In attesa che arrivi anche in Italia!

UN VIAGGIO IN UNA LONDRA GOTICA: TABOO

Londra, 1814. Ricompare nella grigia città il misterioso James Keziah Delaney (Tom Hardy) subito dopo la morte del padre, ritornando dall'Africa. Per tuttti, a partire dalla sorellastra (interpretata dall'affascinante Oona Chaplin, dalla bellezza enigmatica), è come se fosse riapparso un fantasma.

Da anni non si avevano sue notizie certe e per di più è sospettato di praticare stregonerie, di soffrire della stessa instabilità mentale del padre, che possedeva una compagnia commerciale.

Una compagnia che per quanto scalcinata e ormai male in arnese si ritrova tra i possedimenti una strategica baia in Canada che fa gola alla potentissima Compagnia delle Indie...

Abbastanza per far sì che il misterioso Delaney inizi a porsi seriamente il dubbio che il padre sia stato ucciso.

Se cercavate una serie se vi portasse nella Londra  più gotica di sempre, Taboo fa per voi. In Italia la prima stagione va in onda su Sky Atlantic HD ed è disponibile anche su Sky on demand.

In Gran Bretagna, dove è trasmessa dalla Bbc, intanto hanno già confermato altre due stagioni. Tom Hardy (magari ve lo ricordate nella parte del villain in The Revenant o dello psicopatico Bane in IL CAVALIERE OSCURO - IL RITORNO ) interpreta il misterioso James Keziah Delaney.

Al di là della trama, particolare e coinvolgente, il meglio della serie sono le ambientazioni, la ricostruzione di una Londra febbrile, fumigante e tisica. E poi la fotografia che trasforma ogni interno in un quadro fatto di luci ed ombre.

I potenti burocrati della Compagnia, poi, sembrano essere l'incarnazione del male economico (quelle multinazionali odierne capaci di competere anche con i Governi) sognata da qualunque complottista...

Ecco, sino a che il «complotto globale» è un gioco e serve a fare buona televisione ci può anche piacere

LOVE ME LICIA (1986)

Il cartone animato "Kiss Me Licia" diventa un telefilm cult degli anni '80 portan­do sul piccolo schermo i personaggi del car­toon in carne ed ossa.

La parte della protagonista Licia viene affidata a Cristina D'Avena e a un gruppo di giovani cantanti che hanno reso reali i mitici Bee Hive.

Le puntate del telefilm sono andate ben oltre la trama del cartone animato proponendo nuove vicende della brava ragazza e dei suoi amici musicisti.

Il telefilm ai giorni d'oggi potrebbe sembrare troppo artificioso visto che i personag­gi indossavano parrucche, capelli tinti, costumi inamidati per sembrare una copia perfetta del cartone.

Nella serie Licia passa il tempo in compagnia di Mirko e dei Bee Hive, di cui è una fan sfegatata. Le vicende trascorrono tra vicissitudini amorose, litigi, incomprensioni, concerti rock in un'atmo­sfera incantata che ricorda molto i colori del car­tone stesso.

Il Mirko che recitava accanto a Cristina D'Avena era Pasquale Finicelli che si è allontanato dalle scene della tv subito dopo la fine del telefilm.

Cristina D'Avena, invece, dopo l'enorme successo del telefilm degli anni '80, ha continuato a lavorare in tv e a cantare le sigle dei più famosi cartoni animati.

E' ancora considerata da tutti la star delle sigle animate italiane.


I RAGAZZI DELLA TERZA C^ (1987)

In onda per 3 stagioni su Italia 1, dal 1987 al 1989, vincendo due telegatti.

Ambientato nell'Italia anni Ottanta, racconta le vicende di una classe del liceo Leopardi di Roma, nel percorso degli studenti verso gli esami di maturità.

Il telefilm era caratterizzato da una recitazione molto spontanea e non impostata e riuscì a dare, seppure in chiave caricaturale e scanzonata, una rappresentazione dei diversi tipi di studente presenti in una classe delle superiori, differenti per comportamento, estrazione sociale e livello culturale.

IL BAR

Scuola a parte, l'altra ambientazione della serie tv era costituita dal bar, in cui i ragazzi si ritrovavano nel pomeriggio.

Una sorta di "muretto", caratterizzato dal via vai costante dei protagonisti.

I ragazzi approfittano, suo malgrado, dell'amicizia del proprietario, soprannominato Totip: infatti mangiano e bevono senza mai dargli una (svalutata) lira.

I DUE CHE CE L'HANNO FATTA

Fabrizio Bracconeri (Bruno, nella serie), dopo anni di assenza dagli schermi, è tornato, visibilmente dimagrito, come spalla di Rita Dalla Chiesa alla conduzione di Forum.

Fabio Ferrari (Chicco) ha partecipato a qualche fiction televisiva Mediaset e Rai (come Distretto di Polizia 5, Un posto al sole d'estate, La Squadra) e a qualche film (Natale in India, del 2003 con la regia di Neri Parenti e La cena per farli conoscere, del 2007, di Pupi Avati).

SUPER VICKY (1989)

Il telefilm racconta la storia della famiglia Lawson. Ted Lawson (Dick Christie), ingegnere elettronico col pallino delle invenzioni, e sua moglie Joan (Maria Pennington) hanno cercato di dare una sorellina al piccolo Jamie (Jerry Supiran), ma invano.

Per l'angoscioso risolvere il problema, Ted decide allora di progettare e costruire un robot dalle sembianze di una ragazzina di 10 anni: Vicky (Tiffany Brissette).

Ci sono dei problemi, ovviamente.

Vicky, che vive con i Lawson come se fosse un membro della famiglia e a tutti spiegano che è una figlia adottata, per non svelare la sua reale identità, rimane un robot e parla con voce monocorde, prende alla lettera tutto quello che le viene detto, a volte con risultati disastrosi.

Inoltre dispone di una forza sovrumana che non sempre riesce a controllare (di cui il fratellino ne approfitta per farsi aiutare con i compiti di scuola o con la pulizia della camera).

Inutile dire che i tentativi di imitare i comportamenti umani la rendono molto buffa e divertente.

In più aggiungete gli immancabili vicini ficcanaso.

In particolare la loro odiosa figlia Harriet. Inutile dire che gli impiccioni non ci vedono chiaro in questa ragazzina che il giorno prima non c'era, e il giorno dopo ha già 10 anni, con atteggiamenti così poco naturali, dai movimenti rigidi e dalla voce fredda.

SUPER VICKY è una miscela esplosiva di divertimento e situazioni grottesche, con in più una non troppo sottile critica alla società americana e i suoi difetti.

Messi in risalto dalla logica ferrea della piccola androide, che crescendo subirà anche un "upgrade" dal suo inventore, per renderla più adeguata alla realtà di teenager che si troverà ad affrontare.

La curiosità: durante gli anni '90 girò la voce che Jerry Supiran (Jamie Lawson) fosse in realtà Billy Corgan, il cantante degli Smashing Pumpkins.



M*A*S*H (1972)



Ambientato nel 1972, il telefilm Mash racconta le vicende di un gruppo di medici dell'esercito americano. Più precisamente la trama vede protagonista la 4077th Mobile Army Surgical Hospital, ossia Ospedale Chirurgico da campo dell'esercito, nel bel mezzo della guerra di Corea.

251 episodi, l'ultimo dei quali è ancora oggi nella classifica dei programmi più visti in America.

Una serie tv targata CBS, partita il 17 settembre 1972, quando gli USA sono ancora invischiati nella guerra del Vietnam, e terminata ben undici anni dopo, il 19 settembre 1983.

Il genere è un misto di sit-com, azione, dramma ed altro ancora cogliendo l'occasione per fare satira sulla stupidità delle guerre.

 Con l'aiuto dell'ingegno e delle circostanze, i dottori, le infermiere, gli amministratori ed i soldati di "MASH" sono quotidianamente impegnati a curare i feriti di guerra e malgrado la disastrosa situazione riescono a trovare il modo di alleviare il peso della guerra e renderla più sopportabile, con un pizzico di ironia. Infatti non mancano scherzi e divertimenti personali mentre...la guerra continua.

Qualche anno dopo la fine della serie, si riunirono per una stagione di sequel intitolata "Aftermash", che seguiva le vicende di tre soli personaggi. Purtroppo ebbe vita breve.

ATTENTI A QUEI DUE (1971)

Serie inglese datata 1971 composta da 24 episodi. "Attenti a quei due" (titolo originale "The Persuaders") è una serie cult, anche se all'epoca non riuscì a sfondare negli Stati Uniti.

Il motivo del successo è dovuto alla contrapposizione dello stile dei due protagonisti: Danny Wilde (Tony Curtis), americano, miliardario, esuberante nelle avventure e con le donne.

Il suo carattere è goliardico e scherzoso, adora giubbotti, pantaloni comodi e indossare i guanti. Il suo modo di vestire è tipico degli americani anni Settanta.

All'opposto Lord Sinclair (Roger Moore), aristocratico inglese un pò eccentrico che affronta le situazioni con il tipico aplomb della sua terra natale.
Veste con l'eleganza tipica di un Lord e deve sopportare le "cafonaggini" americane del suo compagno di avventure

Nel serial i due sono incaricati dal giudice in pensione Fulton (Laurence Naismith) di occuparsi di indagini tralasciate dalla polizia locale.

Le vicende si svolgono in Europa, in ambienti ricchi ed esclusivi dove i due playboy tentano   di risolvere a modo loro enigmi ed intrighi internazionali, tra belle donne e champagne.

Il motivo di testa (la sigla per capirci) è di John Barry, il titolato autore di alcune delle più belle colonne sonore di James Bond, mentre gli abiti di Lord Sinclair sono stati disegnati personalmente da Roger Moore.

I due protagonisti erano diversi anche nelle auto visto che per Tony Curtis (che girò molte scene pericolose senza l'ausilio di una controfigura) venivano utilizzate esclusivamente Gran Turismo italiane, mentre Roger Moore preferiva soprattutto auto di classe inglesi.




IL MIO AMICO ARNOLD (1986)

Arnold (Gary Coleman), dotato di notevole parlantina, è un ragazzino di colore di 10 anni nato nel poco raccomandabile quar­tiere di Harlem a New York. La madre di Arnold e Willis prima di morire fa promettere al Signor Drummond (Conrad Bain), uomo d'affari molto ricco e attempato, essendo la sua gover­nante, di adottare i suoi figli.

È così che i due ragazzi si trasferiscono a Park Avenue (quartiere decisamente ricco), catapultati improvvisamente in un mondo completamente diverso da quello a cui erano abituati.

Nono­stante questo, le vicende si susse­guono tra gag e momenti di grande comicità, come ad esempio le confi­denze che Arnold rivolge al suo pesciolino rosso Abramo e gli innumerevoli pasticci che spesso e volentieri combina.

In casa Drummond è presente anche la figlia di Philip, Kimberly (Dana Plato), una bella ragazza bionda e dal viso angelico che diventerà subito grande amica dei due nuovi "fratelli"; inoltre ad occuparsi dei ragazzi c'è sempre una governante che varierà a seconda della stagione: prima fra tutte la signora Edna Garret (Charlotte Rae), alla quale succederanno Adelaide Brubaker e Pearl.

Ideata negli States dalla Tandem Productions fu trasmessa in 189 episodi autoconclusivi suddivisi in 8 stagioni (titolo originale: “Diff’rent Strokes”).

A parte il razzismo (affrontato in maniera ironica) le tematiche trattate dal telefilm sono più o meno le solite delle sit-com anni 70 come: problematiche adolescienziali, i primi amori, la scuola, la famiglia. Nell'ultima stagione Willis abbandonerà il set e il suo ruolo sarà sostituito da quello del picco­lo Sam, un vispo ragazzino di 8 anni, il figlio di Maggie che riuscirà final­mente a conso­lare il vedovo Philip Drummond e a sposarlo.



Hanno fatto parte del cast anche importanti guest star: prima fra tutti Janet Jackson, nei panni della fidanzata di Willis e Muhammad Alì.

«Che cavolo stai dicendo, Willis!»  è la frase-tormentone che ha risuonato per otto anni consecutivi, dal 1978 al 1986, sui piccoli schermi d’oltreoceano e di ogni parte del mondo.
Con un’alternanza contrastante e ben assortita di situazioni comiche intramezzate da frangenti più amarognoli, la serie ha conosciuto un successo memorabile soprattutto all’ “alto” contributo di un protagonista fuoriclasse come l’Arnold Jackson di Gary Coleman: un metro e trenta di sketch a ripetizione incorniciati da un volto degno di un’icona del mondo del pop.

TERRANOVA (2011)

Corre l'anno 2149 e, come ci immaginiamo spesso, c'è poco da ridere: il mondo sovrappopolato e super industrializzato sta morendo, molte specie animali e vegetali sono già estinte.

Il futuro dell'umanità è incerto, manca l'aria (si respira grazie ai Re-Breathers, apparecchi che forniscono l'ossigeno necessario nda) ed è vietato mettere al mondo più di due bambini.

Una vita d'inferno.

L'unica possibile salvezza è un paradosso temporale, un portale per viaggiare nel tempo che si apre solo una volta l'anno in un arco di venti minuti.

Così la famiglia Shannon, capitanata da Jim (Jason O'Mara), ex poliziotto finito in prigione, decide di prendere moglie dottoressa Elisabeth (Shelley Conn) e figli (due ragazzi più una bimba clandestina, alla faccia dei divieti) e di scappare attraverso il portale del tempo.

Ovvero di catapultarsi in un'era, Eden, in cui ancora nulla era iniziato, per salvare se stesso, i suoi cari e soprattutto, che non guasta, l'intera umanità.

Così i nostri si ritrovano in un passato remoto, lontano 85 milioni di anni. Un paradiso.

Si fa per dire.

Jim e la famiglia devono sopravvivere in un ambiente preistorico ed ostile, popolato innazitutto dai dinosauri assetati di sangue e da un gruppo di temibili quanto terribili umani, i Sixers capitanati da Mira (Christine Adams), ribelli che cercano di infiltrarsi nel campo dei colonizzatori ufficiali, i pionieri guidati dal Commander Nathaniel Taylor (Stephen Lang, il cattivissimo di AVATAR), la cavia che ha attraversato il portale per primo.

Un kolossal FOX  firmato da Steven Spielberg da 150 milioni di dollari (il solo plot aveva un budget di 20 milioni di dollari), spese giustificate dalla massiccia presenza di F/X, dinosauri, foreste, alloggi alternativi e tecnologie sofisticate mischiate con sentimenti, terrore, tradimenti, intrecci ed intrighi, per cercare di capire gli errori dell'umanità, ma senza tempo da perdere.

Nonostante il cast non offrisse grandi star è stato sicuramente lo show televisivo più sofisticato del 2011.

THE DUKES OF HAZZARD (1981)



Nell'immaginaria contea di Hazzard, situata nello stato della Georgia, vive la famiglia Duke, composta dai giovani cugini Bo (John Scneider), Luke (Tom Wopat), serio e riflessivo ma anche spericolato, la bella Daisy (Catherine Bach) e dal loro anziano zio Jesse, che si occupa della casa.

I nostri si scontrano spesso con l' amministratore incontrastato della contea, il sindaco di Hazzard e proprietario del Boar's Nest, Jefferson Davis Hogg (Sorrell Broke), detto Boss, e con lo sce­riffo Roseo P. Coltrane, due losche figure che tentano con ogni mezzo, anche i meno leciti, di fare una montagna di soldi facili.

Bo e Luke sono in libertà vigilata, per cui non possono legal­mente oltrepassare i confini della contea e non possono usare armi da fuoco (nella serie usano archi di tipo sportivo, talvolta legando degli esplosivi ai dardi).

I due ragazzi amano le corse spericolate con le auto e concorrono in molte gare automobilistiche della contea. Inoltre svolgono lavoretti per i vecchi amici dietro compenso.
 
Sono anche impegnati in operazioni bizzarre e al limite della spericolatezza per sconfiggere e catturare i cattivi e i malviventi della contea di Hazzard.
Boss Hogg, avido e ingordo, è spesso implicato in questi affari sporchi, ma la famiglia Duke puntualmente lo smaschera o lo ferma.

Caratteristici della serie più scavazzacollo sono gli inseguimen­ti automobilistici con evoluzioni acrobatiche, contornate da nuvoloni di polvere e dallo scontento dei nemici che si vedono soffiare per un pelo la vittoria e non riescono mai a catturare i due impavidi cugini che "volano" sulla loro automobile Generale Lee, una Dodge Charger del '69 con le portiere saldate che obbligano ad entrare passando dai finestrini.

Durante le riprese andarono distrutti 309 esemplari dell'auto.

L'ultimo esemplare è stato venduto all'asta per circa 30 dollari.

"Questa è la ballata di Bo e Luke, due ragazzi in gamba con una marcia in più, corre l'auto corre e sfreccia a tutto gas, la città non dorme mai con Bo e Luke. Loro certamente non non sono eroi, ma scavezzacolli proprio come noi, con i loro stivaletti da cowboy vanno sempre in mezzo ai guai, Bo e Luke. Non cercano un trofeo, ma trasformano in rodeo ogni prato libero ad Hazzard"

 

LA TATA (1989)



Francesca Cacace (Fran Drescher), bizzarra ragazza di origini italiane, pre­cisamente di Frosinone, vive nel Queens, a New York.

Lavorando nel ricco quartiere di Manhattan come venditrice porta a porta, bussa alla porta del signor Maxwell Sheffield, un ricco impresario di Broadway, vedovo.

Il signor Sheffield sta cercando una tata per i suoi tre figli Maggie, Brighton e Grace. Colpi­to dalla simpatia di Francesca decide di affi­darle l'incarico. Francesca, con la sua vivacità, riesce a catturare subito l'affetto dei tre ragaz­zi. Anche con il signor Sheffield si creerà una particolare intesa, che poi sfocerà nell'amore, ma prima dovrà superare molte tensioni.

Tra i personaggi più irriverenti e comici della serie non si può dimenticare il cinico e ficcanaso maggiordomo Niles (Daniel Davis), dalla lingua tagliente che di certo non le manda a dire, soprattutto alla socia del signor Sheffield, C.C. Babcock, sem­pre canzonata dal maggiordomo. Tra la signo­rina Babcock e Francesca inizia una gara per conquistare il cuore del signor Sheffield che spesso si trova coinvolto in un teatrino di bat­tute e insulti tra le due.

Un cult del telefilm sono sicuramente i vestiti appariscenti e dalle scollature esagerate di Francesca.
 
Francesca, con i suoi atteggiamenti sopra le righe, riesce a far innamorare il signor Sheffield che diventa anche un padre più accomodante e permissivo con i suoi figli, da tempo costretti ad una vita piena di divieti.
 
Bisogna dire che mentre in Italia Francesca è ciociara, in America è ebrea.


I ROBINSON (1984)

Cliff Robinson (Bill Cosby) è un affermato ginecolo­go sposato a un'avvocatessa in carrie­ra, Claire (Phylicia Rashad).
La serie racconta le avven­ture quotidiane della simpatica famiglia.

Cliff e Claire hanno cinque figli, quattro femmine Rudy (Keshia Knight Pulliam), la piccola di casa, Vanessa (Tempestt Bledsoe),  adolescente problematica e a volte scontrosa, Denise (Lisa Bonet), bella e scapestrata,  e Sondra (Sabrina Le Beauf), la figlia maggiore, e un maschio, Theodore, ingenuo e pasticcione.

Cliff è il "mammo" della situazione, visto che spesso lavora a casa nel suo studio privato, quindi riesce sempre, o quasi, a tene­re sotto controllo i propri figli, anche quando la moglie non c'è.

Il telefilm affronta i proble­mi adolescenziali e lo scontro generazionale fra genitori e figli, ma sempre in chiave ironi­ca e divertentissima, con le simpatiche battute di Bill Cosby e del resto del cast.

Bisogna dire che Bill Cosby aveva un grosso potere decisionale riguardo alle scelte della serie tv: ad esempio volle che fosse ambientata a New York e non (come voleva la produzione) a Los Angeles.

Una caratte­ristica molto apprezzata dello show dei Robinson è l'immagine dell'integrazione razziale di questa famiglia di colore in America (siamo negli anni ottanta nda).
Così Cliff è un famoso ginecologo e la moglie un'avvocatessa e vivono in una splendida casa residenziale: insomma incarnano il sogno degli afroamericani di avere una vita più che dignitosa.

La serie, di cui sono stati girati ben 201 episodi suddivisi in 8 stagioni, ha avuto un enorme successo e ancora oggi viene repli­cata in tutto il mondo

MORK & MINDY (1979)

Situation comedy con elementi fantascientifici, Mork & Mindy fu prodotta negli Stati Uniti ed è andata in prima visione fra il 1978 ed il 1982 per il network televisivo ABC.

In Italia le prime puntate furono trasmesse su Rai 2 nel 1979 e su Italia Uno nel 1984 con le stagioni mancanti.

Mork (Robin Williams) è un alieno del pianeta Ork, mandato dal suo capo Orson a studiare la vita sulla Terra e le abitudini degli umani.

Arrivato sulla Terra con un'astronave a forma di uovo incontra Mindy (Pam Dawber), una dolce e simpatica ragazza che lavora in un negozio di strumenti musicali.

La giovane, quando inizia a conoscere meglio Mork, si rende conto che non può vivere sulla Terra da solo, e decide di ospitarlo nella sua soffitta.

Alla fine di ogni giornata Mork si mette in contatto con il suo capo Orson, telepaticamente, per riferire tutto ciò che apprende giornalmente sugli umani, e Mindy diverrà presto più di una semplice amica.

I due si sposeranno, Mork resta incinto dando alla vita un bambino già adulto.

CURIOSITA'

Mork da Ork fa la sua prima apparizione nell'etere intervenendo nell'episodio "Fantascienza anche per Fonzie" del già noto telefilm Happy Days.

Nel 1979 Robin Williams vincerà un Golden Globe per la sua perfetta interpretazione. Infatti il personaggio di Mork era caratterizzato da una serie di gesti diventati cult per la generazione dei telespettatori degli anni '80.

Chi non ricorda il famoso "nano-nano" effettuato con la mano in cui pollice, indice e medio uniti da un lato si separavano da anulare e mignolo?  Oppure i riposini sul divano a testa in giù, le "bevute2 con le dita, le chiacchierate con ogni oggetto a tiro.

Il doppiatore di Mork in Italia era Oreste Lionello.

THE A-TEAM (1983)

"Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato operante in Vietnam vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Los Angeles, vivendo in clandestinità. Sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere - e se riuscite a trovarli- forse potrete ingaggiare il famoso A-Team"
(Frase introduttiva di ogni episodio della serie)


5 serie per 98 episodi in cui, da evasi, gli A-Team diventano così "paladini della giustizia", anche grazie alle loro notevoli competenze militari.
Riescono sempre a risolvere le situazioni più ingarbugliate, sempre schierati dalla parte dei più deboli.

Famosi i travestimenti di Hannibal, anzi del Colonnello John Hannibal Smith (George Peppard, noto per il ruolo di Paul in "Colazione da Tiffany", insieme alla splendida Audrey Hepburn), leader indiscusso del gruppo, che gli permettevano di intrufolarsi ovunque.

Una chicca: il capitano Murdock, ottimo pilota di elicotteri, è l'unico della squadra a non essere ricercato, perchè non è evaso da un carcere, ma scappato da un ospedale psichiatrico, da qui anche il soprannome di "Cane pazzo". Riacquisterà la ragione solo alla fine della serie.

Bisogna ricordare che nonostante l'uso smodato di armi nel telefilm, strano ma vero, si segnalano solo tre morti, che inoltre non sono stati uccisi dalla squadra, intenta a fare giustizia in modo pacifico.
Mr. T, il mitico P.E. Baracus, forzuto e muscoloso, è stato anche una superstar del wrestling ai tempi d'oro di Hulk Kogan oltre che protagonista in ROCKY III.

Il furgone usato dal gruppo è un GMC Vandura serie G del 1983, sul quale sono state effettuate personalizzazioni varie come i cerchi rossi e lo spoiler posteriore.

Nel 2010 è uscito anche l'adattamento cinematografico, ambientato ai giorni nostri e prodotto dalla 20th Century Fox.

LA FAMIGLIA ADDAMS (1966)

La Famiglia Addams, che debuttò sugli schermi nel lontano 1966,  è davvero un nucleo bizzarro di "mostri per bene".

Vivono tutti allo 000 di North Cemetary Lane, in una casa che sem­bra quasi un castello degli orrori, con pipistrelli e una fitta nebbia che avvol­ge tutto il giardino.

Un luogo vera­mente da brivido eppure loro non sembrano curarsene e passano il tempo tra bare, ragnatele giganti, pian­te carnivore, fantasmi e vampiri.

Questo telefilm del terrore prende spunto dai personaggi creati nel 1937 da Charles Addams per la rivista "New Yorker".

C'è il capo famiglia Gomez (John Astin), un signore distinto che veste elegante, con il baffetto, flemmatico, fuma sigari, appassionato del tango e della moglie, che ricopre sempre di baci quando non passa il suo tempo nella stanza delle torture.

La lugubre ma bella moglie Morticia (Carolyn Jones), che veste di nero e adora collezionare steli di rose a cui taglia i boccioli.

I figli Mercoledì e Pugsley che adorano farsi dispetti molto pericolosi e giocare con coltelli e ghigliottine; la nonna Ester, donna sopra le righe che si esalta per tutto ciò che è macabro e lugubre; il diabolico zio Fester, goffo personaggio con l'hobby delle bomb e dei congegni pericolosi; il maggiordo­mo gigante Lurch, dall'aspetto inquie­tante, ma dall'animo gentile; il cugino Itt completamente ricoperto di capelli dalla testa ai piedi (non si vede mai il volto) e che ha una voce buffa.

E poi c'è "Mano", una mano sinistra mozzata che fa capolino da una scatola nera, gioca con i ragazzi e ama fare scherzi a Fester.

La famiglia più dark della tv ha avuto tantissimo successo negli anni '60. Lo humour nero di questa famiglia ha conquistato molte generazioni ed è per questo che la Famiglia Addams continua ad essere nell'immaginario collettivo un telefilm cult.


SUPERCAR (1982)

SUPERCAR ebbe un notevole successo tanto da generare numerosi fan club: alcuni estimatori hanno creato addirittura delle repliche perfette degli interni ed esterni di Supercar.

Trama : un tenente dell' 11° distretto della polizia di Los Angeles, Michael Long, scampa ad una sparatoria e subisce un'operazione di plastica facciale che gli dà le sembianze del figlio di un miliardario che ha crea­to una fondazione che lotta contro il male.

Così comincia la sua nuova vita di detective come Michael Knight (David Hasselhoff), in compagnia di una Pontiac Trans-Am dotata di intelligenza propria, KITT.

Kitt è un'automobile fuori dal comune, derivata dalla vecchia Pontiac Trans-am di Michael Long: è costruita con una lega indistruttibile, eppure leggerissi­ma, e dotata di un computer di bordo parlante e che permette all'auto di muo­versi anche senza autista. Raggiunge velocità superiori alle normali auto, può compiere balzi (il turbo boost), ha la possibilità di bloccare per mezzo di microonde qualunque strumento mec­canico.

La serie, suddivisa in 4 stagioni, è stata interrotta nel 1986. Nel 2008 è stato girato un sequel di 17 episodi che però non ha avuto successo.

LE SUPER-KITT. KITT è l' acronimo dei nomi di due auto delle serie televisive Supercar. Nel primo caso il significato è Knight Industries Two Thousand e l'auto è una Pontiac Firebird Trans Am, mentre nella seconda serie il significato è Knight Industries Three Thousand e si tratta di una Shelby Mustang GT500 KR

WONDER WOMAN (1982)

In una missione alle Bermuda, il Maggiore Steve Trevor precipita con il suo aereo ed incontra un gruppo di Amazzoni, tra queste la principessa Diana poi conosciuta come Wonder Woman.

Sotto le mentite spoglie di Diana Prince, quale segretaria dell'ufficiale suddetto, Wonder Woman, grazie ai suoi poteri e le sue armi, aiuterà gli Stati Uniti a vincere la Seconda Guerra Mondiale.
L'inizio della storia della serie tv è tratto dall'omonimo fumetto (datato 1941).

In seguito la trama degli episodi si distaccherà completamente da quella del fumetto: innanzitutto l'ambientazione verrà spostata negli anni '70 e il costume di Wonder Woman diventerà molto più "attillato".

Forse per mettere in evidenza le grazie dell'interprete, Lynda Carter, che è stata anche Miss World Usa nel 1972.

Nel 1976 la Mego Corporation realizzò anche una linea di bambole collegata alla serie, con l'immagine della Carter sulla scatola, rilanciata anche nel 2007.

I POTERI
Wonder Woman ha una forza e una resistenza sovrumana.
Le sue ferite guariscono in fretta e il suo corpo riesce ad espellere il veleno.
Vola a velocità supersonica.
I suoi sensi sono sviluppatissimi.

LE ARMI
Il lazo d'oro, che obbliga le persone a dire la verità.
Il cerchietto, usato come arma a distanza.
I bracciali.
I guanti di Atlantide che aumentano la sua forza.